La vita ai tempi del Coronavirus vista da una studentessa barcellonese dell’istituto Enzo Ferrari

La vita ai tempi del Coronavirus vista da una studentessa barcellonese dell’istituto Enzo Ferrari

2020, l’anno del Coronavirus, della pandemia globale. Tutto il mondo si è come fermato, cristallizzato intorno a questa unica e universale preoccupazione. Tutto il mondo, non da meno la città di Barcellona Pozzo di Gotto.  Lo scenario di questi dolorosi giorni di febbraio e di marzo è reale.  In queste giornate particolari gli studenti barcellonesi stanno cercando di studiare da casa ed inevitabilmente il tema Coronavirus viene affrontato assieme agli insegnanti, amici e familiari. Carico di sentimenti e di spunti di riflessione è il messaggio che la diciottenne Martina Scilipoti, studentessa dell’istituto professionale Enzo Ferrari, ha inviato alla nostra redazione e che pubblichiamo integralmente. “In questo triste momento di emergenza che accompagna noi e la nostra nazione da mesi ormai, ho avuto modo di riflettere e comprendere il valore delle piccole cose che prima davo per scontate, come un pomeriggio in famiglia guardando un film oppure giocando ad un gioco da tavola, o ancora, facendo una chiacchierata. Questa emergenza sta dando tanto filo da torcere, soprattutto a medici, infermieri e tutto l’equipe ospedaliero, gli infetti aumentano quotidianamente e le strutture ospedaliere vengono sempre meno; i circhi hanno donato tendoni riscaldati da adibire come primo intervento ospedaliero, una sorta di triage; anche le compagnie da crociera si stanno attrezzando con le donazioni. Viviamo tra un decreto e l’altro, siamo stati invitati a rimanere in casa per sconfiggere il prima possibile questa pandemia ma, si sa, siamo a Barcellona Pozzo di Gotto e siamo circondati da tanto menefreghismo, non c’è alcun rispetto delle regole. A mio parere abbiamo , un po’ tutti , sempre sottovalutato le cose che pensavamo banali , come un caffè con un’amica, un ti voglio bene , o magari un abbraccio. Forse non abbiamo mai capito il valore e l’importanza di un buongiorno detto dal proprio ragazzo, o dalla propria nonna, o semplicemente il valore di uscire per andare a guardare un film al cinema, o la libertà di poter passeggiare quando e come si vuole. Ho appreso la notizia del virus inizialmente con leggerezza pensando ci fosse tanto allarmismo, accorgendomi poi, pian piano delle serietà delle cose. Ho il cuore spezzato è l’amore in gola a vedere come retrocediamo invece di progredire. Nel 2020 , chi doveva dirlo? Vedo questa situazione come una sorta di guerra, senza armi e con tante vittime. Sento un vuoto assurdo, questo incubo ci sta distruggendo e di sicuro lascerà segni tangenti nella vita di ognuno di noi. Adesso più che mai vorrei uscire di casa, correre verso tutte le persone più care che ho, abbracciarle e urlargli l’affetto che provo per ciascuno di loro, vorrei tanto tornare alla mia vita è la cosa più spiacevole è che sicuramente il 3 aprile( giorno in cui in teoria dovrebbe terminare la nostra quarantena) non potrò farlo per colpa degli incoscienti che non rispettano le regole ed escono o emigrano verso il sud come se nulla fosse. Vorrei che il giorno in cui tutto questo sarà solo qualcosa da raccontare venga a presto. Voglio, voglio, voglio.. Voglio tanto. Voglio la mia salute, quella dei miei cari, ma anche dei miei concittadini. Io resto a casa, con tutta la noia che ci possa essere, perché certa che un domani quando tutto sarà risolto, potrò uscire a divertirmi, io resto a casa a fare dolci e torte che avrei e vorrei mangiare seduta al bar con i miei amici, resto a casa a guardare film o leggere, perché convinta che appena tutto finirà porterò chi voglio al cinema a vedere un film e mangiare pop corn o semplicemente uscirò con tranquillità. Il consiglio per tutti è quello di stare a casa per viverci in futuro; Bisogna avere un po’ di senso civico ed essere coscienziosi: restare a casa è la cosa più giusta da fare. Tutto ciò sperando che torni alla normalità il prima possibile. Io mi attengo alle regole convinta di stare dando il mio contributo a placare questo “nemico“.

arcigrazia@alice.it'

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