Barcellona PG, file e caos all’Agenzia delle Entrate: «È vergognoso»

Barcellona PG, file e caos all’Agenzia delle Entrate: «È vergognoso»

Code e lungo periodo d’attesa per sbrigare una pratica all’Agenzia delle entrate di Barcellona Pozzo di Gotto. L’apertura due giorni a settimana degli uffici costringe decine di utenti ad attendere ore lungo lo spiazzale d’ingresso, privi di posti dove potersi accomodare e senza alcun riparo dagli agenti atmosferici. A causa dell’emergenza coronavirus, infatti, l’Agenzia delle entrate ha rivisto l’orario di apertura fissandolo a due soli giorni a settimana – martedì e giovedì – dalle 9 alle 13, ma senza che nessuno possa entrare negli uffici. Una situazione diventata insostenibile per molti cittadini, costretti a fare lunghe file con tanta perdita di tempo prima di effettuare le loro operazioni. Tutte operazioni che vengono effettuate con gli utenti che sono costretti a rimanere sul ciglio della porta, con un tavolino che separa l’ingresso e l’uscita dalla struttura. Il tutto in barba a qualsiasi legge sulla privacy. Si prende atto delle conseguenze che ha portato la grave pandemia, con restrizioni che sono andate complicando la situazione generale, ma rimane il fatto che i cittadini-contribuenti siano trattati come mandrie e come sudditi umiliati – così come abbiamo avuto modo di constatare personalmente oggi noi della redazione. «È una vergogna che noi cittadini veniamo trattati in questo modo – dichiarano diversi presenti stamattina.  Ogni mattina in tanti ci mettiamo  in fila all’esterno degli uffici con la speranza di poter chiedere informazioni o a pagare le tasse – proseguono –  e dopo aver aspettato per ore esposti alle piogge o al caldo asfissiante, può capitare anche di dover ritornare a casa perché l’Agenzia chiude».

Numerose le persone che sono state costrette in queste settimane a tornare numerose  volte perché non sono riusciti a portare a compimento la propria operazione.  «E’ inaccettabile che le cose vengano gestite in questo modo e chiediamo che quanto prima si proceda a una riorganizzazione del servizio. Fuori dove siamo messi mancano bagni e posti dove poterci riposare visto le lunghe attese. Inoltre, così come avete avuto modo di constatare anche voi della redazione, nel tavolo all’ingresso dove ci fanno firmare i documenti, usiamo tutti la stessa penna e non viene usato nessun prodotto igienizzante. Situazioni veramente stomachevoli che ci auguriamo possano essere risolte in brevissimo tempo». Diversi diverbi fortunatamente non sono fino a questo momento degenerati ma da parte di tutti c’è la richiesta di avere maggior rispetto per la propria privacy e di  ampliare i giorni di apertura al pubblico per evitare che sbrigare una pratica diventi una sorta di Via Crucis.

Sulla questione il direttore dell’Agenzia barcellonese, contattato dalla nostra redazione, ha preferito non rilasciare dichiarazioni.

arcigrazia@alice.it'

Scritto da 

Articoli simili