Da sanitaria ad economica, la crisi adesso rischia di desertificare l’industria siciliana. L’allarme lanciato dalla Fim Cisl Sicilia nel corso dell’Esecutivo regionale tenutosi a Messina

Da sanitaria ad economica, la crisi adesso rischia di desertificare l’industria siciliana. L’allarme lanciato dalla Fim Cisl Sicilia nel corso dell’Esecutivo regionale tenutosi a Messina

Una crisi che si è aggravata con l’emergenza Covid. La situazione dell’industria siciliana rischia di diventare ancora più drammatica perché la prospettiva è quella di una completa desertificazione industriale. A lanciare l’allarme è la Fim Cisl Sicilia, la Federazione dei metalmeccanici, il cui esecutivo si è riunito a Messina per analizzare la situazione regionale.

Il rischio è che molte aziende non abbiano la capacità di ripartire dopo una crisi che nata come sanitaria e diventata rapidamente sociale ed economica.

Per evitare questo scenario, secondo la Fim Cisl, la politica nazionale e regionale deve supportare le attività con interventi mirati che aiutino le aziende metalmeccaniche già attive nel territorio a ripartire, e sfruttando le risorse e gli aiuti messi in campo in questa fase, cercare di attrarre nuovi investitori.

Sul territorio di Messina bisogna porre la massima attenzione sulla situazione che riguarda l’indotto della raffineria per evitare che il disimpegno del Gruppo possa generare una situazione drammatica in termini di occupazione nel territorio. Anche nei territori di Siracusa e Gela l’attenzione deve essere posta sul settore petrolchimico per Siracusa, e la raffineria per Gela, per le forti ripercussioni che questi hanno anche sulle aziende metalmeccaniche.

Per l’area di Catania bisogna accelerare ed attuare gli investimenti sul comparto microelettronica, focalizzare l’attenzione sul settore installazione impianti telefonici in grave difficoltà e rendere la zona industriale più accessibile a nuovi insediamenti industriali.

Sul territorio di Palermo e Trapani bisogna intervenire e risolvere positivamente le vertenze aperte passando da Blutec, Italtel e Sirti che rappresentano una forte criticità, sfruttando quanto più possibile anche lo strumento delle ZES per attrarre nuovi investimenti.

Le istituzioni siciliane devono intervenire con una strategia di politica economica che intercetti le enormi risorse del Recovery found – ha affermato il segretario generale della Fim Cisl Sicilia, Piero Nicastro – bisogna aprirsi a nuovi investitori che permettano nuovi insediamenti produttivi nelle aree industriali siciliane con imprese che guardino al futuro e creare occupazione per i lavoratori metalmeccanici».

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